Archivio di quartiere – storia n. 13


Palazzo Zippitelli si trova sulla strada che da Bari raggiunge Carbonara. Questo è l’ingresso alla città di Bari. Verso Carbonara si incontrano, forse è meglio dire si incontravano, numerose ville dove (si dice) i Baresi benestanti, agli inizi dello scorso secolo, dalla primavera in poi, trascorrevano il periodo estivo. Questo perchè la zona posta più in alto rispetto alla città e ricca di verde faceva godere aria buona e fresca.
Del palazzo si può raccontare che è stato ultimato nel 1931, come riportato nel soprapporta di uno dei due ingressi, sotto la testa leonina. Nell’altro si legge ancora il monogramma dell’architetto e costruttore MZ, Marino Zippitelli.

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Palazzo Zippitelli, 1931.


È un palazzo molto antico. Basta pensare all’altezza delle volte: raggiungono i tre metri e ottanta. Era un palazzo con volte affrescate, forse dalla bottega di Armenise, la stessa incaricata per la decorazione del foyer del teatro Petruzzelli. I pavimenti erano di pregio e le pareti erano decorate con carte da parati. Ad ogni piano corrisponde lo sviluppodi un appartamento.
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu requisito dagli inglesi e dagli americani e la famiglia fu costretta ad abbandonarlo. Al rientro, alla fine della guerra, la famiglia trovò molti degli appartamenti stravolti. Carte da parati divelte, scritte sui muri, alcune delle pavimentazioni spaccate. Resta oggi sulla facciata una traccia di quel momento: la freccia con l’indicazione del rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale, a cui si aveva accesso in via Podgora.

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La lettera R indicava il rifugio antiaereo più vicino, durante la guerra.




Il palazzo originariamente era fiancheggiato da una villa, sempre di proprietà della famiglia. Oggi in quell’area ci sono palazzi in costruzione, non più terminati.
Resta anche la scritta BARI sul fianco destro dell’edificio. Quella scritta indicava l’ingresso alla città.
Come oggi, il caseggiato di fronte al palazzo era sede di attività commerciali. La famiglia Di Venere possedeva un forno per il pane, frequentatissimo fino agli anni ’70.  La merceria Manzari ha poi preso il suo posto. A fianco c’era la latteria di proprietà della famiglia Rana. Era forse il 1972 quando si trasferì sul marciapiede di fronte. Poi c’erano la salumeria Cipriani e la macelleria Amoruso. Un’altra attività storica che occupava ed occupa il caseggiato è l’enoteca di Giovanni de Luce. In passato vi erano a fianco anche un negozio che vendeva bombole di gas ed un fruttivendolo.                                                                                                                
Nelle vicinanze, si trovavano alcuni complessi industriali, come la Vetreria Pizzirani e il saponificio Borrelli, e la chiesa dell’ordine dei Carmelitani, arrivati a Carrassi nel 1940 circa.
I caseggiati bassi che si scorgono ancora nel quartiere sono il segno di quella che un tempo era zona di estrema periferia. Lungo la strada extramurale c’erano invece numerosi depositi di formaggi.
Ma torniamo all’isolato che ospita il palazzo Zippitelli. Il tempo passa, negli anni ’60 i ragazzi dopo aver fatto i compiti giocavano in strada. Si giocava con il famoso carruccio, costruito con cuscinetti a sfera come ruote e tavole di legno, con le ramette (tappi delle bottiglie), con le biglie di vetro,con  le figurine panini e  con il classico maninpetto o maschio e femmina.
Ed ecco un altro luogo storico posto di fronte al Palazzo Zippitelli: era l’autorimessa provinciale, con un grande piazzale, dove dagli anni ’50 fino al 2002 circa erano custodite le auto blu degli assessori, del presidente della Provincia e delle varie istituzioni. In quel posto negli anni ’70 c’era un appuntamento fisso  dopo le 19:00 e la domenica dal pomeriggio fino alla sera. Si riunivano una decina di ragazzi amici del figlio del custode che abitavano in quell’isolato per dar vita a partite di calcio a più non posso.
Gli stessi ragazzi, ormai cresciuti, avevano un altro appuntamento fisso ogni 4 anni, i mondiali di calcio. Partite della Nazionale viste a turno nelle case di ognuno di loro grazie alla pazienza dei genitori che volentieri ospitavano questi dieci scalmanati per tutto il campionato. Ma dall’ottantasei al ’98 le partite della Nazionale, durante i mondiali di calcio, erano vissute in una nuova location: la macelleria di carne equina di fronte al palazzo Zippitelli. Televisore sul marciapiede, braciole cucinate alla barese, birrozza e forza Azzurri!
Il Palazzo Zippitelli dal 1931 ad oggi (ottantotto anni) ne ha viste tantissime: dalla contestazione dei detenuti del carcere, all’arrivo della farmacia Crisigiovanni che con la costruzione del nuovo edificio prende il posto degli uffici del dazio e tante altre…
Il palazzo Zippitelli sicuramente ne vedrà ancora tante di nuove storie. Certo non vedrà più i dieci ragazzi che giocavano con il carruccio o con le figurine Panini, non vedrà più quei ragazzi nell’autorimessa prima e davanti alla merceria Manzari e alla macelleria dopo. La nuova generazione ormai si incontra, gioca, vede le partite sulla rete. Peccato, perché non proverà mai il piacere di attendere le ore 15:00 del pomeriggio della domenica per andare a giocare a calcio nel piazzale dell’autorimessa dove il custode metteva in palio una gazzosa per la squadra che avrebbe vinto la partita. Non vedrà mai le partite dei mondiali con il panino con le braciole sul marciapiede in una strada deserta per due ore.
Giustamente i tempi cambiano e il palazzo Zippitelli sarà testimone di nuove storie. E chissà se tra vent’anni ci sarà qualcuno che racconterà qualcosa di questo magico isolato dove su quel palazzo antico campeggerà ancora la scritta BARI che negli anni ’30 indicava l’ingresso alla città …

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La scritta “BARI” segnalava l’ingresso alla città.

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