Archivio di quartiere – storia n. 1

Qui ho frequentato la scuola materna e dopo le scuole elementari.


Ho iniziato a frequentare l’Istituto del “Sacro Costato” quando ero molto piccola. Lì, nella grande villa che lo ospita in corso Alcide dei Gasperi, ho trascorso tutta la mia infanzia dalle 7.00 del mattino alle 14.30 di ogni giorno, anche le 15.00, aspettando l’arrivo dei miei genitori, che lavoravano entrambi. Ma ancor prima ci ero entrata per vedere mia sorella recitare durante le recite scolastiche.
Di quel periodo ricordo le tante ore trascorse all’aperto, nel grande giardino retrostante, il luogo più bello della scuola. Ricordo la fontanella con i pesci rossi e le tante merendine mangiate lì attorno, con le quali saziavamo anche i pesci rossi. Vicino alla fontana c’era una casetta, che oggi non c’è più perché demolita. Da noi bambini era stata soprannominata “la casa della strega”. Avvicinarsi era considerata un’importante prova di coraggio! Ricordo il pozzo alla fine del lungo viale interno e i terreni che oggi sono stati recintati. In giardino raccoglievamo pigne e giocavamo su scivoli, giostrine, e palestrine a forma di globo, tutte in ferro. C’era anche un’altalena. Mio cugino Pierpaolo, che frequentava la mia stessa scuola, si ruppe un sopracciglio giocando su quell’altalena. Poi tutti, con regolarità giornaliera, inciampavamo nelle radici degli alberi monumentali. Eravamo molto liberi.

Dove oggi c’è il gazebo, all’ingresso del giardino, ricordo il pullmino bianco parcheggiato dal signor Franco. Era lui ad occuparsi del servizio di accompagnamento dei bambini e ad accompagnare le Sorelle quando si dovevano sbrigare all’esterno faccende per l’istituto. Era una sorta di factotum, oltre ad essere il giardiniere della scuola.

Sempre in giardino, ad ogni Pasqua, si svolgeva una piccola Via Crucis, l’Istituto era privato e già allora gestito dalle suore del “Sacro Costato”. Mi ritornano in mente i vetri colorati delle finestre della cappella che dà ancora oggi verso il giardino. In giardino si svolgevano anche i saggi di atletica. La maestra di attività motoria era laica. Con teli e nastri colorati si delimitavano piste e campi per dar prova di equilibrio e di abilità. Anche le recite erano preparate con cura. Ci esercitavamo dal mese di aprile per lo spettacolo di fine anno. Uno dei tanti che abbiamo messo in scena è stato Pinocchio, molto elaborato nella sua costruzione.
Eravamo tanti bambini, le classi della scuola erano numerose e spesso si organizzavano feste di compleanno. Ricordo ancora oggi il momento della distribuzione di dolci e caramelle anche alle nostre insegnati, anche quelle che non erano presenti in classi, cosa che ci permetteva di fare lunghe passeggiate per i corridoi della villa.

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